
Cinque anni. Cinque anni fa, di questi giorni, ci avevano appena detto che dovevamo venire a prenderti in Cina dopo qualche settimana, invece che in autunno inoltrato.
Ci saremo visti alla fine del mese, in uno stanzone al nono piano di un palazzo in una grigia, umida e soffocante città della Cina, percorsa da lenti, impauriti, silenziosi serpenti di automobili, mattino e sera.
Ci avresti fatto subito vedere chi eri, con la tua energia senza fine, le tue urla, le testate sul pavimento, appena chiusa la camera di albergo in cui dovevamo partorire un embrione di famiglia in meno di una settimana.
Sono stati cinque anni vissuti con l’ “avanti veloce” del vecchio mangiacassette Grundig, cominciando da pannolini e passeggino, per trovarsi adesso fra l’acne e le tempeste ormonali dell’adolescenza.
In mezzo tanti numeri
3 mesi per togliere il pannolino di giorno,
8 mesi per togliere il pannolino di notte
15 mesi prima di farti mettere le protesi alle orecchie
2 anni per sentirti pronunciare le prime parole
4 interventi chirurgici
64 geni in meno
5 anni di scuola
5 insegnanti di sostegno
6 denti caduti
12 denti curati in una sola visita
123 sedute di logopedia
81 sedute di psicomotricitá
Dietro ai numeri la stanchezza, l’ostinazione, il sonno perduto, l’ansia per il futuro, la rabbia, la lotta quotidiana, la solitudine, i piccoli sogni di ogni giorno .
Impegnati a rincorrere il tempo perduto, cerchiamo qualsiasi movimento, suono, atteggiamento che ci faccia intravvedere un progresso anche minimo, per darci le motivazioni per continuare.
L’orizzonte è darti due parole, due gesti, due suoni per renderti indipendente e consentirti di continuare il tuo cammino. Non sarà un cammino tranquillo e autonomo. Incontrerai ragazzi e adulti figli della competizione, della forza, dei muscoli e tu non sarai più il bambino indifeso, ma un adulto, con i tratti somatici diversi e un labbro ricucito.
Non ti perdoneranno i tuoi occhi a mandorla, i denti disordinati, le parole stentate, il tuo modo un po’ goffo di correre e l’aria un po’ persa che hai, quando non ti metti gli apparecchi alle orecchie.
Per farti entrare in quella testa complicata, frenetica e disordinata quelle due regole di vita, stiamo spendendo energie, forza, fiato. Quando non ci saremo più, e capiterà, tu potrai girarti e vedrai la tua mamma e il tuo papà sempre con te a contare le onde e guardare l’orizzonte.