Non ci sono più le mezze stagioni, e poi non è tanto il caldo, ma l’umidità signora mia…
Luoghi comuni a parte, l’inverno arriva sempre all’improvviso, senza nessun segnale. Da un giorno all’altro il freddo comincia a sferzarti il viso, attraversare i vestiti ed entrarti dentro le ossa. Non dà tregua, ed anche al riparo, anche sotto le coperte, anche davanti ad un fuoco,viene a dirti che è lui che comanda ed è a lui che devi rendere conto di ogni movimento, di ogni pensiero. La terra si fa dura come pietra. La natura si addormenta, nella speranza che il sonno abbia un risveglio.
E poi il buio. Quello che ti accoglie al mattino quando apri gli occhi e quello che ti accompagna alla sera quando li chiudi. Quello che già dopo il pranzo, comincia a smorzare la luce del giorno, abituando i tuoi occhi alla penombra.
L’inverno è lungo. Non finisce mai. Ogni volta che sembra finire, continua con ancora più vigore e più violenza. Ad ogni barlume di luce, ad ogni raggio di sole che scalda la pelle, la speranza che arrivi la primavera si accende, per spegnersi alla successiva lama di freddo, od alla prossima giornata grigia.
Poi la luce comincia a farsi spazio nel buio di ogni giorno. Timidi raggi di sole cominciano a lambire la terra che pian piano comincia a riscaldarsi. Il ghiaccio comincia a sciogliersi. L’acqua che vien fuori, va ad aiutare i primi ciuffi d’erba ad uscire.
Dopo il gelo, sugli alberi, le foglie cominciano a riempire i rami sopravvissuti, il sole scaccia gli spettri ed il gelo alle radici.
Il lungo inverno sta passando. Gli spettri si stanno allontando. C’è ancora il gelo nelle ossa, ma il tepore del sole comincia a riscaldare la pelle. Il sole è alto. La vita sta ricominciando. E’ ora di partire.