I luoghi

Esistono luoghi del cuore. Luoghi della mente. Cartoline che a tradimento si materializzano davanti agli occhi, nel naso con un odore particolare, che fa viaggiare senza spostarsi.

Sono luoghi accessibili a tutti. Sono i ricordi che ci prendono per mano e ci accompagnano. Noi e chi vogliamo portare dietro in questi viaggi. Possono essere di piacere o dolorosi. Ci possono portare là in riva al mare, in quella notte nella quale tutto sembrava possibile, camminando scalzo su una spiaggia greca. Oppure nella stanza di ospedale. L’ odore acre di urina, feci e carne putrida. Gli occhi di mia madre ancora aperti, nel viso della sofferenza, ancora senza la pace della morte appena arrivata.

Poi ci sono altri luoghi. Quelli che Tondelli chiamava della vita o della disperazione. Inaccessibili. Inavvicinabili. Pieni di energia, o di tristezza. Di vita o disperazione. Molto spesso di vita che fatica a distinguere i suoi contorni dalla disperazione. Ognuno c’è l’ha. Spesso li abita con costanza, vivendoli con la normalità di chi non ha alternative e con la consapevolezza che altri non potranno mai trovarne la porta.

Ecco. Quando incontriamo qualcuno, ricordiamoci sempre di questo. Può essere che la sua mente, i suoi occhi siano là dentro. Non sempre quella porta è aperta. Non sempre si possiedono le chiavi per aprire quella porta. Non sempre si vogliono dare ad altri le chiavi di quei luoghi.

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