Il mammifero con il periodo di gestazione più lunga è l’elefante. 21 mesi. Un’eternitá per mamma elefante che deve portarsi in giro per la savana quel pancione ed anche per papá elefante che deve badare a mamma elefante, oltre che al branco. Se fossimo elefanti, da tre mesi ormai ti accompagneremmo a riempirti di fango nelle pozzanghere ed avremmo già sdradicato qualche platano dai controviali per farti mangiare un po’ di foglie. Insomma, ti avremmo introdotto nella magnifica ed accogliente società degli elefanti.
Ahinoi ed ahité, non siamo elefanti. Siamo uomini. Per di più italiani. E quindi ad oggi di te non so proprio nulla. Non so quando arriverai. Non so da dove verrai e come sei, se sei un piccolo uomo, od una piccola donna. Il colore della tua pelle, la tua lingua. Se hai sofferto, se vuoi incontrarci, o se proprio non te ne frega nulla. Potresti essere a qualche chilometro da me, come dall’altra parte del mondo. Nel caldo dell’Africa, o nell’umidità dell’Asia. Non che me importi qualcosa, ma avere una vaga idea di come potresti essere, o di quando potresti arrivare, aiuterebbe un poco.
Comunque saremo prontissimi. Il personaggio più di attualità oggi in Italia è Samantha Cristoforetti. Non è una sgallettata con la quinta di reggiseno ed un filo interdentale fra le chiappe, che è diventata ministro. No. Abbiamo visto anche quello. E’ un’astronauta. E’ arrivata prima ad una feroce selezione fra 8500 super persone che si erano candidate. Poi è stata sottoposta ad un addestramento severissimo per sei mesi, prima di andare nello spazio. Una parte di quello che stiamo facendo noi per poterti accogliere. Abbiamo partecipato ad una feroce selezione e poi per mesi siamo stati preparati ed addestrati. Adesso non so più se diventeremo genitori, oppure secondini in qualche carcere di massima sicurezza. Samantha adesso gira attorno alla terra sulla sua navicella spaziale, noi siamo ancora in pieno addestramento e chissà quando finirà.Quasi due anni a sentir parlare di “genitorialità”, di “legami”, di “accettazione”. Pensa che abbiamo dovuto compilare anche un questionario con cui scegliere le malattie che puoi avere. Mi chiedo se nei corsi “pre parto”, od ai genitori prima dell’amniocentesi, facciano le stesse domande.”Signora, suo figlio lo preferisce con l’Epatite B, il labbro leporino, il piede torto, o la labiopalatoschisi? Non vuole tentare un HIV, oppure un’atresia anale? Un po’ di coraggio! Su, signora, almeno una malformazione cardiaca lieve, un’esadattilia, non faccia la difficile, che lo vuole tutto sano?”.
E così ci sentiamo elefanti nello spazio. Quasi una canzone di Battiato, oppure un cartone animato giapponese. Comunque una specie rara. Da guardare quasi con sospetto.
C’è da dire che però siamo trattati benissimo. Noi siamo fortunati. Nella nostra regione gli esami sanitari sono gratuiti. Sì, non è che tu abbia una corsia preferenziale, od un appuntamento, ma sei insieme a tutti. Ma è già qualcosa. Poi consegni la domanda per l’adozione in triplice copia. Sì, le copie te le devi fare, te ne danno una sola per documento e devi essere ben attento a quel che scrivi. Pensa che a me hanno chiesto come mai non c’era il consenso dei tuoi nonni. Ho dovuto far notare che oltre alla loro data di nascita c’era pure quella di morte e che se proprio volevano, un tavolino a tre gambe ed un bicchiere dal pub irlandese poco distante, si potevano rimediare.
Da qui in avanti abbiamo trovato solo persone convinte che volessimo adottare Mike Tyson. E che al primo incontro ci presentassimo con una maglietta con la scritta “Negro di merda”.Siamo riusciti a far capire che le magliette non fanno per noi e che alla parola “Negro”, preferiamo la parola “Nero”. E che il colore della pelle equivale a quello dei capelli. Ma che non aspirassimo a Tyson, no. Non ci siamo riusciti.
Dobbiamo sborsare un sacco di soldi, sai. Tanti di quei soldi che nel paese in cui vivi, probabilmente ti basterebbero per andare avanti un bel po’ di anni. Ah, poi ce ne restituisconom il 50 % con le tasse.La metà.
Certo, se cambi le finestre di casa ti rimborsano il 65 % della spesa, ma si sa, l’Italia è il paese della famiglia. Che vive senza spifferi.
E poi, come puoi immaginare, siamo sempre nei pensieri di tutti. In quelli dello stato, che se ne lava le mani e ti affida a società private. Ed in quelli delle società, meglio Enti. Che una volta nominati dimenticano qualsiasi tuo riferimento. Salvo ricordarsi di te, e con puntualità svizzera, al momento del bonifico.
Comunque teniamo duro. Per te. Per noi. Per chi ci vuole bene. E per gli elefanti.I platani sono davanti a casa. Pronti anche loro ad accoglierti.