
Mi sono convertito al Kindle diversi anni fa, quando anche i piani della libreria colore panna, quella grande che non avrebbe dovuto avere una fine, erano pieni zeppi di libri.
Il libro, con la sua consistenza, il suo peso, la copertina colorata, l’odore, rimane un oggetto impagabile, anche se fuori tempo, come i 33 giri, come le radio con la manopola.
Se il libro è un Sellerio della collana “Il castello”, tutto è ancora più evidente. Sono delle piccole opere d’arte, con la copertina grigia in cartone rigato e un dipinto al centro.
È così che trovai “Assassini dei giorni di festa”, su di una bancarella in via Pietro Micca, che misteriosamente vendeva libri nuovi a metà prezzo.
Scritto da Marco Denevi, argentino della provincia di Buenos Aires, è un piccolo libro ricco di ironia nera, malinconica, cinismo. Una compagnia teatrale senza lavoro, legge i necrologi sul giornale e si presenta alle veglie dei defunti, rovinando così il giorno di festa e ricordo.
Nelle ultime settimane Shahao ha sviluppato un sesto senso proprio per rovinare i momenti di festa, buttare un velo sulla gioia che compare qua e là e non fare assaporare appieno la serenità e la convivialità con cui cerchiamo di consolarci in questo periodo così sbagliato. Un assassino dei giorni di festa in piena regola.
Ed ecco un dispetto, un danno, un capriccio in modalità Armageddon e il sorriso, la serenità che tenevi pronte da là a poco, devi metterle in tasca, dissotterrare l’ascia di guerra e cominciare l’ennesima battaglia contro l’impossibile, ben sapendo che non serviva a nulla, se non a affondare i denti nell’ ennesima tavoletta di cioccolato fondente Conad consolatoria. Al 72%. Buona. Molto buona.